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Visualizzazione dei post da 2015

On writing

Quando comincia un racconto, così com'è cominciato il mio (parafrasando Cocciante): "Ci sono alcune storie che leggiamo che ci fanno fremere più delle altre. Storie che sentiamo lontane, che raccontano vicende che forse, se dovesse capitare a noi di trovarci nelle medesime condizioni, tenteremmo persino di evitare. Però mentre le leggiamo, mentre il nostro raziocinio inorridisce e disapprova, nel nostro cuore una fiammella arde, prima tenue e lieve, poi sempre più calda, seducente e luminosa, fino a che non interviene di nuovo la mente, come una campana di vetro sopra ad una candela, a toglierle l'ossigeno, con lo scopo di farla spegnere, più o meno lentamente. Ebbene, in genere sono proprio queste storie a perseguitarci, a tornare con una certa costanza a creare quel senso di fastidio, a farci presente quanti e quali limiti ci imponiamo, in nome di chissà quale morale. In fondo chi può realmente decretare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato?...

That's Christmas to me

Le feste di Natale sono quel periodo in cui sei costretto a riflettere sull'amore, anche se non vuoi. Perché arrivi alla fine dell'anno, fai i conti con te stesso e ti ritrovi sempre allo stesso punto: sempre con un "poteva essere bellissimo" tra le mani, che fa anche più male di un "beh, ci abbiamo provato ma è andata male". Ripensi a quand'eri una ragazzina e sognavi, sognavi di continuo: ogni sguardo incrociato, ogni parola scambiata poteva essere il preludio di quel qualcosa di magico che vedevi sempre succedere agli altri, ma mai a te. E anche se poi non succedeva, bastava nascondere di nuovo la testa tra i libri per non perdere la speranza. Poi si cresce, la vita ad un certo punto impazzisce e, quando finalmente ne riprendi le redini in mano, ti accorgi che sei da tutt'altra parte rispetto ai piani che avevi in mente. Ma la cosa peggiore è che ti rendi conto che avevi smesso di sognare... proprio tu! Tu, con la tua testa tra le nuvole, c...

Attesa

Riparto da qui. L'impegno, per riprendermi me stessa, sarà quello di ricominciare a scrivere, poco a poco, almeno una volta al giorno. Non importa l'argomento, a questo punto: il mio vecchio e adorato blog di Splinder era un vero e proprio diario, dove riversavo tutto ciò che sentivo, nel bene e nel male. La mia lezione da imparare è senz'altro che basto a me stessa. Non ho bisogno di nessuno accanto per stare bene; io posso stare bene a prescindere. Il punto è che non è così semplice; ogni volta che sembra sia entrato qualcuno di speciale nella mia vita... beh, a quanto pare non lo è affatto. O forse lo è, ma sembra che fermarsi qui sia sempre troppo impegnativo. Passo il tempo a chiedermi quali siano i miei errori, arrivando persino ad inventarli, nel momento in cui non ne trovo.  Certe cose si tolgono a fatica dal cuore, ma nel momento in cui ci riesci, ti dici che sei pronta a buttarti in qualcosa di nuovo. Ma non lo sei affatto. Non ti dai mai il tempo d...