That's Christmas to me
Le feste di Natale sono quel periodo in cui sei costretto a riflettere sull'amore, anche se non vuoi.
Perché arrivi alla fine dell'anno, fai i conti con te stesso e ti ritrovi sempre allo stesso punto: sempre con un "poteva essere bellissimo" tra le mani, che fa anche più male di un "beh, ci abbiamo provato ma è andata male".
Ripensi a quand'eri una ragazzina e sognavi, sognavi di continuo: ogni sguardo incrociato, ogni parola scambiata poteva essere il preludio di quel qualcosa di magico che vedevi sempre succedere agli altri, ma mai a te. E anche se poi non succedeva, bastava nascondere di nuovo la testa tra i libri per non perdere la speranza.
Poi si cresce, la vita ad un certo punto impazzisce e, quando finalmente ne riprendi le redini in mano, ti accorgi che sei da tutt'altra parte rispetto ai piani che avevi in mente. Ma la cosa peggiore è che ti rendi conto che avevi smesso di sognare... proprio tu!
Tu, con la tua testa tra le nuvole, con tutte quelle storie dentro la testa e nel cuore, talmente tante e frenetiche, che si facevano strada dentro di te nei momenti meno opportuni -ovvero quando non potevi trascriverle su un pezzetto di carta-.
Tu che passavi le tue notti a leggere e a scrivere, che i compiti ci mettevi ore a farli perché tra i libri di scuola nascondevi i libri di Stephen King o chi per lui, oppure tra i quaderni di matematica e filosofia, infilavi il tuo quaderno dei racconti. E adesso non ci riesci più.
Adesso, ogni tanto, quando senti di dover per forza scappare dal mondo per un po', cerchi di rievocare le atmosfere che avevano le tue storie, ma... è difficile. E' difficile superare quella patina di amarezza che ti si è posata sugli occhi, che a volte ti impedisce di vedere quante sfumature abbia realmente la vita. E quante mille altre ne hanno i mondi segreti che la fantasia di un sognatore può partorire!
Fortunatamente, però, quella parte di te ha sempre continuato a combattere, a volte in silenzio, a volte così rumorosamente da far male... e così, ti sei rimessa in cammino, in un cammino del quale è ancora presto per parlare, ma intanto ti stai scuotendo di dosso la polvere mentre procedi e, a poco a poco, la fatica sembra diminuire.
Ecco, vorresti che anche per l'Amore potesse essere così: vorresti accorgerti un giorno che ci credi come quando avevi sedici anni.
Ogni tanto, tra te e te, ti chiedi chi sia, cosa stia facendo, se lo hai già incontrato, se ti sta cercando o se è svaccato sul divano a grattarsi, a cosa starà pensando, chissà cosa gli piace fare? Gli piacerà il cibo mediorientale e il cibo schifo? O è un salutista che mi sveglierà il sabato mattina per andare a correre? (Se per caso ti capita di leggere, sappi che non succederà mai, ma puoi correre per andare a prendere le brioches per la colazione!) Gli piacerà viaggiare? Chissà che libri legge? Ma legge? Che abitudini avrà? Che musica ascolta? Per che squadra tifa? E se non gli piacciono i gatti? E se mi sgriderà ogni volta che vado al Mc? (Varda che me basta me mama!) Chissà in che emisfero vive? E se invece è vicinissimo? Oddio, e se adora Salvini?
A volte, invece, hai paura a scaldarti il cuore con queste domande... hai paura che non esista, che il tuo destino sia quello di diventare una gattara e che tutto quello che amerai saranno i tuoi gatti ed i tuoi libri.
Eppure lo sai benissimo che ti basti, che l'idea di star sola non ti dovrebbe spaventare minimamente, perché tutte le tue passioni ti riempiono abbastanza il cuore e l'anima, così come la tua istintiva ricerca di cose nuove da imparare. Ecco cosa non ti basta, forse; il tempo per divorare il mondo!
E allora, sottovoce, ti dici che è a questo che dovresti pensare: a respirare a pieni polmoni la vita che sai di poter realizzare a vivere, a prendere qua e là tutto quello che puoi, più che puoi.
E' quando smetti di pensarci e inizi a vivere, che i tasselli si rimettono al loro posto, senza fatica. Quando smetti di combattere contro le cose che succedono, ma le prendi per quelle che sono. Quando la smetti di aspettare sempre qualcosa e decidi di prendere in mano quei sogni che credevi di non poter sognare più. Quando decidi di mettere in atto quella te stessa in potenza, che aspetta solo di vedere la luce per spaccare il mondo. Pacificamente, ovvio.
cara elena,
RispondiEliminaho letto perchè so che sai scrivere e che non sei mai banale o scontata, perchè sono curiosa di conoscervi, voi giovani, che assomigliate molto a quelli che eravamo, ma vivete un tempo così diverso dal nostro e dal quale, pare, dobbiate solo difendervi, Che si tratti di problemi personali, ma anche di quelli che riguardano tutti, nel loro insieme. Se mai ti servisse saperlo, ebbene sono molto in accordo con le tue conclusioni, e aggiungerei che valgono sempre, qualunque sia l'età, perfino per quelli che non sono come te. Tifo per le tue potenzialità, che sono davvero molte. fran